Home Su Speciale Fiera del Libro 1C 1A |
La mattina del 4 maggio si apre la fiera del
libro di Torino, un evento annuale che si svolge a Lingotto Esposizioni dove
si possono comprare libri, assistere a presentazioni e incontrare scrittori
famosi.
Prof. studenti, grandi, più grandi, meno grandi,
piccoli e piccolissimi. Arrivano alla spicciolata. Si guardano, si studiano.
Ridono.
Ci sono anche i ragazzi Fuorilegge.
Come ogni anno da cinque anni. Per guardare, spiare, osservare e poi
raccontare, sulle pagine del sito della Fiera, il mondo che si muove tra i
libri e i libri che raccontano il mondo. Un mondo di avventure,
il tema di quest'anno, vicine, lontane, dentro e fuori. Avventure
avventurose e avventure dolorose.
Sono tra i primi a entrare, per orientarsi un
poco, per due parole con calma nella redazione Fuorilegge,
prima che scocchi l'ora X, da veri professionisti con
il pass da giornalisti: giornalisti Fuorilegge.
Anche quest’anno, l’8 maggio
alcuni ragazzi della scuola media Antonelli (un piccolo numero delle classi
3’E, 3’G E 2’G ) hanno partecipato con entusiasmo, guidati dai
collaboratori della rivista trimestrale Fuorilegge che pubblica gli
articoli in diretta on line. Come l’anno scorso, i pezzi sono stati divisi
tra più gruppi da due persone incaricati di seguire un evento per poi
elaborare l’articolo.
Non sono tuttavia mancati i
momenti di svago dove i ragazzi Fuorilegge hanno potuto esplorare i
padiglioni della fiera(con il rischio di perdersi!!!!!!!!!!!!!!!) orgogliosi
dei propri cartellini “stampa” che permettevano l’accesso ovunque evitando
interminabili code.
Qui sotto sono i riportati
gli articoli dell’anno 2005 e 2006, che hanno permesso incontri interessanti
con numerosi e importanti personaggi della narrativa italiana contemporanea,
come Janna Carioli, Mino Milani, Roberto Piumini, Dino Buzzati, Antonella
Abbatiello e molti altri ancora. |
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Mino Milani: l’avventura che non ti aspetti!
Ecco svelato il
mistero: Mino è l'abbreviazione di Guglielmo, passando per Guglielmino.
Finalmente mi sono tolta questa curiosità!
Una volta chiarito il
fatto, Mino Milani, un simpatico signore dalla testa pelata che
potrebbe essere mio nonno, dice serafico una frase che mi colpisce
tantissimo: "Io vivo per scrivere".
Lui è uno dei
maggiori autori italiani di libri d'avventura per ragazzi, eppure
prosegue in tono modesto: "Io però non scrivo mai da solo. Ho due
aiutanti che si chiamano Giovannino e Sibillino." Che nomi strani! "Sono
i miei due gatti."
I bambini che
riempiono l'Arena dello Spazio Ragazzi sembrano pieni di ammirazione e
lui chiede con la sua voce tranquilla: "Forza volete farmi domande?".
L'incontro entra nel vivo. Mino risponde a tutti con calma e vedo nei
suoi occhi il luccichio di chi ama quello che sta facendo.
Ovviamente non ho mai visto Salgari, ma me lo immaginavo esattamente
così.
Continuando a parlare
Milani precisa che il suo primo libro è stato pubblicato nel 1956,
ma in realtà a quattordici anni aveva già scritto un romanzo d'avventura
dove - parole sue - morivano tutti.
A giudicare dal suo
ultimo libro, Udilla, pubblicato da Fabbri - la storia di una
ragazza che impara a combattere in cerca di vendetta sui predoni che le
hanno sterminato la famiglia - si direbbe che Mino ha perso i capelli ma
non il vizio?
All'improvviso si
alza Giovanni Del Ponte, lo scrittore de Gli invisibili, che non
nasconde la propria emozione e chiede: "Che cos'è per lei l'avventura?".
La risposta di Milani è complessa, ma nella mia testa si stampano poche
parole: "L'avventura è ciò che non ci aspettiamo".
Le domande si
susseguono numerosissime: parlando di cosa lo ha spinto a scrivere libri
d'avventura per ragazzi, dice con una punta d'amarezza che i romanzi
d'avventura per adulti in Italia si importano soltanto, un po' come il
whisky, mentre quelli per ragazzi sono un terreno fertile su cui si
sviluppa la fantasia.
Spiega inoltre che,
avendo fatto il giornalista per molti anni, per lui farsi venire
l'ispirazione è quasi un dovere e applicandosi ci riesce sempre. Dà
anche un consiglio alla lunga coda di bambini che si è formata di fronte
a lui per intervistarlo: "Leggete tutti i libri che vi capitano sotto
mano, ma se arrivate a pagina 16 (per gli adulti 32) senza che vi
abbiano appassionato, lasciateli perdere. Non abbiate paura di dire che
non vi piace.
Di fronte
all'avventura - dice ancora in tono fermo - ci sono due vie, due parti
del corpo da mostrare alla sorte: la fronte o le spalle". Prosegue
aggiungendo che, quando scrive, gli viene sempre un po' di batticuore e
che il batticuore stesso è l'avventura.
Una delle frasi che
mi colpiscono di più è la risposta a chi gli chiede qual è il posto che
più lo ha ispirato. "Adesso come adesso - dice - l'arena ragazzi della
Fiera del Libro. Siete voi che mi ispirate!".
L'incontro è quasi
finito: ancora il tempo di leggere una pagina da Udilla e poi la
fila delle domande diventa la fila per gli autografi. L'incontro con
Milani è concluso e a me è parso, per un momento, che Salgari fosse
tornato. |
Camicie rosse o blue jeans? Garibaldi che avventura
Cosa c'entrano i
jeans con Garibaldi? Tutti e due partono da Genova. Infatti, anche se
molti non lo sanno, i jeans sono fatti con la cosiddetta tela di
Genova.
Così cominciamo anche
a capire il titolo del libro I jeans di Garibaldi, presentato in
Arena da Luisa Mattia, l'autrice.
Luisa racconta che
l'idea di fare un libro su Garibaldi non è sua, ma che gli è stata
proposta dalla casa editrice Carthusia. All'inizio non era molto
convinta, poi ha deciso di vistare il museo del Risorgimento di Roma ed
è lì che ha scoperto i jeans di Garibaldi? già, perché esistono davvero,
quelli raffigurati anche nel libro con uno strappo sul ginocchio
sinistro. I Jeans, ma anche tutto il resto, sono stati illustrati nel
libro da Paolo D'Altan, le cui illustrazioni sono state mostrate
nell'incontro. Nel museo, davanti ai Jeans, le è nata l'idea di
Celestina, una ragazzina sola, senza la madre, con il padre e il
fratello in guerra, che vuole a qualunque costo riprendersi la mula che
i Mille di Garibaldi le hanno portato via. Nella sua ricerca Celestina
si scontra/incontra con un giovane garibaldino, Giuseppe, detto Pinin,
che conoscerà veramente solo quando lo salverà dai briganti.
Alla fine Celestina
entrerà a far parte dei Garibaldini e, da persona selvatica, ma generosa
come è, avrà l'onore di salvare la vita al mitico Garibaldi e di
cucirgli i famosi jeans.
Al termine
dell'incontro riusciamo a fare qualche domanda a Luisa.
FL_Perché consigli
questo libro ai ragazzi?
LM_Perché
è una storia divertente che permette di conoscere la storia d'Italia
senza annoiarsi.
FL_Per il personaggio di Celestina, ti sei ispirata a
qualcuno in particolare?
LM_Come
aspetto fisico non mi sono rifatta a qualcuno in particolare, ma per
quanto riguarda il carattere mi sono ispirata un po' al mio, e un po' al
carattere tipico di una bambina |
Baccalario si fa in due!
Altro incontro, altra avventura?anzi le avventure di Pierdomenico
Baccalario alla Fiera del Libro, oggi, sono due. Al laboratorio autori
ha presentato la serie Ulysses Moore (Piemme) di cui è autore,
coinvolgendo i suoi giovani fans con divertenti giochi ad enigma. Ha con
sé un vecchio baule che dice di aver ritrovato, contenente gli oggetti
posseduti da Ulysses Moore: 54 diari scritti in codice, vecchissimi
vestiti di Ulysses, di sua moglie, del suo giardiniere e una preziosa
chiave. E grazie a quegli oggetti inizia a raccontare la storia del
primo diario: La porta del tempo. Le porte sono sette e portano
l'uomo in epoche passate, ma per aprirle servono 4 chiavi magiche su cui
sono incise le effigi di vari animali. Una di queste porte si trova in
casa di Ulysses e qui inizia l'avventura alla scoperta dei mondi oltre
la porta, che si possono leggere nei quattro volumi della saga.
Più tardi abbiamo
rivisto Pierdomenico per la presentazione di due nuovi volumi, uno
dedicato ai mostri, l'altro agli scienziati, della collana Focus
Junior Gli ammazza secchioni, edita da Mondadori.Al suo arrivo ha
diviso il pubblico in due squadre (Mostri e Inventori Pazzi) consegnando
loro una busta con delle domande tratte dal libro e coinvolgendoli in un
appassionante quiz mimato.
Alla fine
dell'incontro siamo riusciti ad intervistarlo.
FL_Da cosa nasce la
tua passione per la scrittura?
PD_Dalla mia
predisposizione alla scrittura e alla mia inadeguatezza a svolgere altri
compiti.
FL_Quale credi sia il
confine tra fantasia e realtà?
PD_Credo che il
confine non sia ben delimitato perchè tutt'oggi viviamo in una realtà
adombrata di fantasia.
FL_I personaggi da te
descritti hanno qualche relazione con la sua esperienza di vita?
PD_Sì. I protagonisti
dei miei racconti personificano I miei più cari amici e parenti, per
esempio il giardiniere in Ulysses Moore prende spunto da mio padre.
FL_Secondo te, qual è
lo scopo della vita?
PD_A mio modo di
vedere nella vita bisogna essere sempre curiosi e non arrendersi di
fronte alle difficoltà.
FL_Qual è il tuo
scrittore preferito?
PD_Ho tanti autori
preferiti, ma quello che mi piace di più in assoluto è J.R.R Tolkien.
Ho amato molto Il Signore degli Anelli, anche se la prima volta
che l'ho letto non mi era piaciuto molto. In seguito lo riletto e mi ha
ispirato molto per i miei romanzi. |
Leoni tra i serpenti
Uno scrittore di
gialli il cui aspetto potrebbe essere molto simile a quello di un
cattivo dei suoi libri: è Giulio Leoni, famoso giallista che oggi
ha presentato il suo ultimo libro, il primo per ragazzi, che come al
solito parla di avventura e che assomiglia molto alle avventure di
Indiana Jones ma con un pizzico di tecnologia in più (cellulari,
computer).
Questo libro, Il
deserto degli spettri, primo della collana La compagnia dei
serpenti, è ambientato in Africa, luogo ideale per trovare un
tesoro, ma - ahimè - la Libia nasconde ben altri segreti?
I tre protagonisti,
due ragazzi e una ragazza (perché secondo l'autore le ragazze essendo
più intuitive hanno bisogno di due ragazzi per trovarsi con una sola
persona della loro intelligenza, e noi - ragazze FL - siamo d'accordo!),
non troveranno la statua d'oro sperata bensì resteranno coinvolti in
loschi affari riguardanti agenti segreti, trafficanti e molto altro
ancora.
Per quanto riguarda
il finale non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma siamo senz'altro sicure
che questo libro vi piacerà: infatti è stato consigliato anche da
Giovanni Del Ponte (lo conoscete vero?).
Ora tocca al pubblico
sbizzarrirsi con le domande: si parte dal classico "A che cosa si
ispira?" proseguendo con "Quanti libri ha scritto?" per finire con un
simpatico accorgimento dell'autore "Ho scritto una decina di libri per
adulti ma ho voluto sondare il territorio della letteratura per ragazzi
per scrivere la storia che avrei voluto leggere io da adolescente. So
che sembra scontato ma prendo spunto dalla vita reale, infatti i due
ragazzi si ispirano a due miei alunni (anch'io come tanti scrittori sono
insegnante) e la ragazza si ispira a mia figlia".
"Ora vi faccio io una
domanda - prosegue - dall'inizio dell'anno avete già comprato un
videogioco o siete andati a vedere un film? D'accordo, immaginavo già la
vostra risposta - ride sentendo il coro di voci che gli risponde
affermativamente - ma vi ho fatto la domanda per farvi capire una cosa:
lo scrittore non è solo colui che scrive i libri ma si occupa anche
delle sceneggiature dei film e delle trame dei videogiochi.
Un'ultima cosa,
volete sapere la filosofia di vita di uno scrittore? La mia non sarà
speciale però scrivo pensando che la vita è un'avventura." |
Sofia,
Camilla e lo yoga
La Fiera
del Libro non sembra il posto più adatto per rilassarsi, eppure al
Laboratorio Avventura è in programma un incontro dal titolo
Favolyogando,
per presentare il libro di
Sofia Gallo
e
Camilla Guillame,
che mette insieme favole e yoga.
Gambe incrociate,
mani sulle ginocchia, schiena dritta e ambiente silenzioso (be', qui non
proprio!): sono questi i requisiti per praticare lo yoga.
Lo yoga è un'arte
antica che rappresenta unità ed equilibrio del corpo e della mente?
Sofia Gallo ha
scritto 4 favole ispirate all'asana: le posizioni del corpo che
massaggiano l'apparato ghiandolare. Ogni favola ha una morale di
solidarietà e amicizia.
Lo yoga insegna a respirare in modo corretto, irrobustisce i
muscoli e corregge i difetti posturali?
Camilla Guillame è
insegnante di yoga dal 1993.
Tiene corsi di yoga
per bambini nelle scuole, per adulti e disabili ed è docente di yoga
presso l'università della terza età di Torino.
Sofia Gallo,
torinese, scrive libri per bambini e pratica yoga da oltre quindici
anni. Ha pensato di comunicare la gioia di questa disciplina a tutti i
lettori ideando insieme a Camilla questo libro e inventando le favole.
"Consiglierei lo yoga
a tutti perché trasmette pace tranquillità e serenità" dice ai bambini
che ascoltano.
Lo yoga è facile, non
comporta sforzi eccessivi
La scrittrice ha
letto due storie ai bambini che partecipavano all'incontro, invitandoli
ad impersonare i protagonisti con le asana.
Lo yoga si ispira alle
posizioni della natura
Il commento di un
bambino: "è stato rilassante? anche troppo! Quasi mi addormentavo?". |
Quell’amore di Johnny
Esordisce così: Mi
pagano tanto per far quello che mi riesce meglio; scrivere e cantare
canzoni ed è grazie a questa frase di Bruce Springsteen - il
musicista rock che è stata una delle sue passioni giovanili - che
Silvia Roncaglia ha realizzato il suo sogno nel cassetto: diventare
scrittrice.
Intrigante già dalla
copertina sulla quale appare una foto dell'attore, Caro Johnny Depp,
edito da Fanucci, è un romanzo che tratta l'argomento che più ci
interessa e ci coinvolge: l'amore. In questo caso l'amore per un divo
del cinema.
L'incontro si svolge
nello spazio Oltre, quello che dovrebbe essere dedicato ai teenager?
anche se, di teenager, non ce ne sono in giro molti.
Però c'è Sara, la
protagonista, che, come tutte le sue coetanee, ha sogni ed eroi e
scrive, senza mai spedirle, tantissime lettere a Johnny, il suo mito.
Lettere che scrive sicura di leggerle un giorno insieme a lui e che
raccoglie in quella che chiama la scatola dei futuri ricordi. La
corrispondenza è tuttavia un pretesto per esprimere i suoi sentimenti,
parlare di sé e delle sue paure (perché sono proprio queste che si
celano dietro all'amore per un personaggio famoso): paura di dover
affrontare un vero rapporto e di amare sul serio.
Sara è una ragazza
speciale, abbiamo scelto alcune citazioni per descriverla:
C'è chi colleziona
figurine, chi francobolli, chi tappi di bottiglia o addirittura schede
telefoniche. Io colleziono frasi di libri e frasi di film.
Le frasi dicono proprio quello che hai dentro in un certo
momento, e magari lo dicono meglio di come lo diresti tu.
se non riesco a
descrivere un certo tipo di disagio prendo in prestito una frase di
Calvino, alle volte uno si crede incompleto ma è soltanto giovane.
La protagonista -
racconta Silvia - ama Johnny Depp per come lo vede e lo immagina
attraverso i suoi film e le interviste: un uomo bello, ambiguo e
misterioso, non un bello senz'anima. E' questo che lo rende
affascinante.
A poco a poco Sara si
accorge che il suo innamoramento per un personaggio così distante dalla
sua realtà non può essere vero e scopre l'amore per un suo coetaneo.
Ma l'amore che cos'è?
A rispondere proviamo
noi: l'amore è quando ti accorgi che la luce del sole non è quella
più grande (dal diario di una fuorilegge). |
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Guido Quarzo in mezzo al mare
Primo incontro di oggi al Laboratorio
dell'Avventura. Le facce dei bambini sono ancora assonnate, ma tutti si
rianimano all'apparire di un simpatico personaggio dell'aspetto forse
totalmente differente da quello che ogni bambino immagina in uno
scrittore: è Guido Quarzo, venuto a presentare Amici del mare,
edito da Piemme.
"Avvicinatevi, non assomiglio mica a un
pescecane! - esordisce l'autore - Al contrario, il mio carattere è più
simile a quello di Pedro, uno dei protagonisti del mio nuovo libro".
Il pesciolino Pedro è amico del paguro Bernardo,
ma i due, un po' per mancanza di spazio (uno vive in una grotta e
l'altro in una conchiglia), un po' per la paura dei pescicane non
riescono mai ad incontrarsi e comunicano solo via lettera.
Ma Pedro, il più coraggioso, spinto alla
curiosità per il mondo esterno e dalla nostalgia per l'amico, si
avventura fuori dalla grotta, scoprendo un mondo meraviglioso: pesci di
ogni forma e colore sguazzano allegramente intorno! Dopo un po' di
esitazione e l'incontro con un'acciuga, Pedro si rende conto che non si
può nascondere per sempre e vivere nella paura di diventare un prelibato
spuntino per un pescecane: allora, senza pensarci due volte, parte alla
volta della conchiglia di Bernardo.
Di certo Guido Quarzo non è un pescecane, ma noi
ci avviciniamo timidamente per chiedergli della sua passione: scrivere.
"Ho iniziato a scrivere vent'anni fa - ci dice -
spinto dall'amore per i bambini, cosa che ha a che vedere anche col mio
mestiere: sono maestro elementare. Le mie storie sono surreali però
contengono sempre un avvertimento che i bambini possono applicare senza
difficoltà. Ad esempio, in questo libro voglio far capire ai lettori di
fare attenzione, ma di non privarsi dei divertimenti infantili per paura
che possa accadere qualcosa di brutto."
Guido, il tuo libro è stato sicuramente
apprezzato dai bambini e da noi, ma non certo dai pesci che hanno
scoperto che hai scritto questo libro anche perché ti piace mangiarli! |
Ultimo
giorno, ultime righe.
Si
chiude si raccolgono i fogli, i libri, si spengono i computer.
È il
momento dei saluti.
Cerchiamo le parole?
Ce ne
vengono in mente solo due.
Le
diciamo forte.
Le
scriviamo grandi.
GRAZIE.
CIAO...
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L’arte di disegnare: Lorenzo Mattotti
Mattotti? Mattotti chi?
Quando alla redazione ci hanno detto che il nostro primo incarico per
noi Fuorilegge della Scuola Media Antonelli di Torino sarebbe stato
quello di incontrare e intervistare Lorenzo Mattotti, ci ha preso
il panico. Non lo conoscevamo. La ragione c'è e l'abbiamo capita
parlando con lui. All'inizio, però, non ci siamo vergognati della nostra
ignoranza e, appena lo incontriamo gli chiediamo chi sia e cosa fa.
Diciamolo, l'impatto non è stato semplice: chi era più timido: noi o
lui? Poi, domanda dopo domanda, l'ambiente si è riscaldato e
l'intervista è filata via in un batter d'occhio.
Sono un fumettista e un
disegnatore, ci ha detto, per grandi e per piccoli. Ho disegnato
manifesti per il cinema e la pubblicità. La pubblicità è un lavoro,
serve per vivere, ma la passione è quella per i fumetti.
Ho iniziato a disegnare
a dodici anni e ho sentito da subito che quella era la strada che dovevo
seguire. Però non
c'erano scuole per imparare, ma ho capito che potevo farlo copiando i
disegni dei miei autori preferiti: Hugo Pratt e Dino Battaglia. Poi mi
piaceva Asterix che proprio in quegli anni cominciava ad essere
pubblicato. Compravo i fumetti e, più che leggere le storie, ero
interessato a guardare le figure. A guardare e copiare.
All'inizio disegnavo in
bianco e nero: i colori costavano tanto. Ma quando ho potuto
utilizzarli ho scoperto che potevo esprimere molto più facilmente le mie
sensazioni: nient'altro dà gioia come il colore!
I fumetti che disegno
penso siano per adulti. Non mi è molto facile capire cosa pensano e cosa
piaccia ai giovani oggi. Per i bambini, però, ho fatto illustrazioni di
libri, come Pinocchio. O quelle dei Pittipotti, pubblicate da
Orecchio Acerbo, per bambini piccoli. Le ho inventato insieme al mio
amico Jerry Kramski , e le presenteremo insieme oggi.
L'intervista è finita,
abbiamo capito che Mattotti è un grande artista e fa cose per grandi,
anche per questo non lo conoscevamo. Ma due delle cose che ci ha detto
ci hanno davvero colpito e vogliamo regalarvele.
La prima: disegnare è
come imparare un alfabeto: cambiando i segni cambia il personaggio.
E poi: non bisogna mai
avere paura di disegnare.
E nemmeno, aggiungiamo,
di fare un articolo Fuorilegge!
AUTORI: Rendina Luigi, Lombardelli Daniele,Seminato Rebecca, Paruzzo
Luca, Caratto Alessandro |
Roberto Piumini: chi rima per sé, rima per tre
Comincia così: c'era una
volta? e come può cominciare altrimenti?? c'era una volta un terribile
lucertolone prepotente che voleva rubare il sole alle lucertoline
freddolose? è questione di un
attimo e tutti i bambini
seduti sul pavimento rosso si trovano coinvolti nella storia. A
raccontare è Roberto Piumini, ma questo è solo un pretesto per
sciogliere il ghiaccio iniziale tra il pubblico e lo scrittore
importante. Le vere protagoniste dell'incontro sono le rime con cui
Piumini si diverte a giocare insieme ai piccoli che non distolgono mai
lo sguardo. Lui non ha paura di metterli subito alla prova facendo
comporre brevi filastrocche coi loro nomi e cognomi. Inizio un po'
scabroso: Martino si tocca il pisellino, ma per fortuna Nicolò si
addormenta guardando quadri di Mirò. Tocchiamo l'inverosimile con Giada
che mangia la rugiada. E c'è anche il distratto Corrado che dichiara:
non guardo dove vado!
L'imponenza di Piumini,
che spaventa un po' i bambini (rima!) contrasta nettamente con il suo
carattere giocoso. Ci avviciniamo titubanti per parlare con lui, ma
scopriamo in fretta che è simpatico e alla mano. Gli chiediamo qual è
l'aspetto più importante di un libro, e ci risponde che la cosa che gli
preme di più è scegliere il linguaggio con cui comunicare le sue
emozioni.
Piumini ha scritto
fiabe, poesie, racconti e romanzi, testi per il teatro, la radio, la
televisione e il cinema, e ha tradotto libri stranieri. Almeno 3 o 400
libri ha pubblicato e non solo per ragazzi.
La sua ispirazione, ci
dice, a volte parte da una rima beffarda: Narco degli Alidosi,
personaggio di nobile famiglia, ha dato vita ad una storia sull'alitosi.
Ma l'incontro con la
poesia continua: versi a staffetta, recita il titolo, e Piumini passa il
testimone a Chiara Carminati. Perché, chiede Chiara, le poesie devono
trattare sempre gli stessi argomenti e con lo stesso punto di vista? In
primavera il profumo dei fiori può significare? allergie. Non ha senso
dire che la mamma "è dolce come la panna" se poi ci litighi
continuamente. La rima, per Chiara, a volte è un cavallo selvaggio che
ti porta a dire cose che non vorresti dire.
Noi, dopo un'altra ora
in rima, usciamo di lì più fuori(legge) di prima!
AUTORI: Bianco Martina, Bracco Irene, Cane Elena, Giusto Cecilia. |
Lia Levi e Luigi
Garlando: a proposito di guerra
Raccontare la guerra non
è una cosa semplice. Eppure oggi due grandi scrittori, Luigi Garlando e
Lia Levi hanno offerto ai presenti un punto di vista nuovo su questa
tragica esperienza. I due autori, nei loro incontri, hanno trattato temi
complessi come la guerra in Afghanistan e la Resistenza italiana,
riuscendo a catturare l'interesse del folto pubblico. Entrambi i romanzi
raccontano la guerra attraverso gli occhi di un bambino.
Il bambino di Garlando
si chiama Tommaso ed è il protagonista di Mio papà scrive la guerra.
Il padre, giornalista, è stato catturato dai terroristi in Afghanistan e
dalla prigionia scrive lettere a Tommaso, raccontandogli i suoi
terribili giorni. A Tommaso non resta che affidare le sue risposte al
diario che scrive ogni giorno.
Lia Levi, invece, affida
la sua storia alla voce di Federica, che un giorno vede in una mostra
fotografica sulla Resistenza la foto di una ragazza identica a lei.
Scoprirà ben presto che si tratta di una foto della nonna. A partire
dalla fotografia, Federica si trova coinvolta in un mistero che la
conduce a ripercorre un pezzo di storia dell'Italia partigiana, tra
spie, tradimenti e campi di concentramento.
I loro libri gridano
contro la guerra: le guerre del passato, quelle di oggi, quelle che
verranno.
E questo grido ha
trovato eco anche tra i tanti ragazzi e ragazze presenti ai due
incontri.
I fatti che raccontano, sia la Levi che Garlando, sono sicuramente
tragici e pesanti, ma loro sono riusciti a narrarli con vera leggerezza
e anche con un certo umorismo. La stessa leggerezza hanno messo negli
incontri coi ragazzi, parlando di sé e presentando anche gli altri loro
libri. Entrambi sono giornalisti: la Levi, però, preferisce di gran
lunga scrivere romanzi. Garlando, invece, è un grande appassionato di
calcio: per questo fa il giornalista sportivo e ha scritto un romanzo
sul grande sogno di tutti i ragazzi,
Da grande farò il calciatore.
Era anche il suo sogno, ha detto, però, come tanti, era una schiappa!
AUTORI: Montano
Stefano, Volpato Mattia |
Fuori... Novelas, prima
puntata
C'eravamo già venuti, ma
è la prima volta che entriamo alla Fiera del Libro in veste di
Fuorilegge. A dire il vero la veste, nel senso di maglietta,
ce l'hanno data dopo, quando siamo arrivati alla redazione del nostro
giornale online. Mi sono sentita importante, dice Gemma, a girare
in Fiera con la maglietta e la tessera con scritto Stampa in bella
vista.
Fuori era il caos.
Lunghe file per entrare, ma noi abbiamo fatto lo slalom (ci stiamo
preparando per le olimpiadi 2006!) e le abbiamo superate. Entriamo nei
padiglioni e qui siamo circondati da un mondo di libri e di autori tutti
da scoprire. Sembra davvero un grande sogno.
Adesso siamo in
redazione: divisione dei compiti, avete carta e penna? Chi mi toccherà
incontrare? Ma? Totti??? No, Mattotti. Piumini? Spero di non essere
allergico.
E adesso? pronti? ? Via
con le interviste! Ma saremo all'altezza di intervistare adulti, autori
famosi, autentiche celebrità, si chiedono Rebecca e Luigi.
E dato che nessuno dei due risponde, l'unica è continuare.
Daniele
è sorpreso: dopo il primo momento di timidezza, dice, siamo riusciti a
dialogare con scrittori e illustratori come se ci conoscessimo da tempo.
Svanito un po' l'impaccio arrivano pensieri profondi: è bello sapere che
tanti autori si dedicano a scrivere per noi e hanno ancora la capacità
di capire che cosa ci piace e ci diverte. Il pensiero parte da
Alessandro, ma l'approfondimento è della prof.
Adesso si torna in
redazione, siamo pieni di appunti, ma vanno risistemati. Si scrive e si
riscrive e qualche brutto anatroccolo si trasforma in cigno. Speriamo
nessuno diventi pavone.
Alessandro, dopo i
pensieri profondi, ha pensieri materiali: un grande vantaggio è stato
entrare gratis e poter incontrare dei vip! Che ne dite di Ficarra e
Picone? A me sono piaciuti di più a Zelig, risponde Daniele, per niente
impressionato.
Stanchi, divertiti e
soddisfatti, dai Fuorilegge della Antonelli è tutto? almeno per oggi.
Arrivederci alla
prossima puntata. |
Dal Congo con pallone
Viene dal Congo Paul
Bakolo Ngoi, ed è approdato in Fiera nello spazio di Lingua Madre,
l'iniziativa pensata per far conoscere storie e culture di scrittori
asiatici, africani e latino-americani. Paul è venuto a presentare
Colpo di testa (Fabbri), dove racconta la storia di Bilia, un
ragazzino di strada di Kinsasha che vive di espedienti. A dispetto del
suo nome, (che in congolese significa "cosa da mangiare") Bilia è sempre
affamato, e da mangiare trova ben poco. Proprio mentre commette un furto
di banane al mercato, viene colto sul fatto, arrestato e rinchiuso nel
carcere minorile della città.
Sembrerebbe l'inizio
della fine, per la vita di Bilia, ma non è così: durante una partita di
calcio, da lui stesso organizzata, tra i ragazzi del carcere e i ragazzi
del quartiere, la sua abilità con il pallone viene notata da qualcuno
del pubblico. Si tratta di un "extracomunitario italiano", che convince
Bilia a seguirlo in Italia e qui a giocare a pallone? ma anche a
dedicarsi agli studi.
La storia di Bilia nasce
da un incontro casuale che Paul Bakolo Ngoi ha fatto durante un viaggio
in Congo: proprio a quel ragazzino di strada, vestito di stracci e in
cerca di dieci centesimi che gli ha raccontato la sua storia, è dedicato
Colpo di testa? e alle migliaia di ragazzini come lui, senza
futuro e in lotta costante con il presente, che vivono in Congo.
La scrittura è per Paul
un fatto ereditario: anche suo nonno (che si chiamava esattamente come
lui!) era scrittore. Paul però in realtà avrebbe voluto fare il medico e
non seguire le orme del nonno, perché? lo vedeva sempre stressato!
Paul Bakolo Ngoi è
autore anche di Che vita sia!, una specie di leggenda ambientata
nel suo paese natale contro i pregiudizi e le discriminazioni di cui
sono vittima le giovani donne. Paul è anche il rappresentante italiano
di un'associazione congolese che aiuta le ragazze-madri e collabora con
l'Unicef..
AUTORI: Benettoni
Francesca, Nicola Gemma, Serafino Alessia, Tartaglia Valentina. |
La fiera dei sogni
Facile occuparsi dei
sogni degli altri! Ieri sulla pagina online di Fuorilegge c'era perfino
un articolo su quelli dei gatti... ma ai nostri sogni chi ci pensa? Noi
ogni mattina entriamo qui coi nostri pensieri e i nostri desideri. E non
soltanto noi, anche i visitatori della Fiera portano con sé, al
Lingotto, i loro sogni.
Per salutarvi tutti, lettori di Futura e del sito
www.fieralibro.it,
abbiamo liberato in questa pagina un po' di questi sogni nostri
e vostri.
Cominciamo da Clara,
la più piccina, ha cinque anni e un sogno tattile: vorrebbe toccare
tutto, tutto, tutto quel che vede: libri, giochi e anche le persone.
Si sale d'età e di
pretese con Irene, che dal cassetto tira fuori un sogno assai
comune qui: voglio, voglio davvero, dice, diventare una scrittrice. Per
adesso si allena, ma alla Fiera dei sogni tutto è possibile! Sogni da
musicista: Paolo Grappeggia è qui per suonare il contrabbasso in
un trasmissione radiofonica. Sogno di fare un buona esecuzione, ci
racconta, come sempre. Vorrei riuscire a comunicare qualcosa a chi
ascolta. E avere altrettanto in cambio!
Sogno etereo per
Cecilia, che vorrebbe volare, vivere sulle nuvole. Da lassù, dice,
potrei vedere tutto quello che accade sotto. Però poi si accontenta
anche di andare in aereo. E a proposito di lassù, c'è anche
fra' Lorenzo che sogna che gli uomini incontrino colui che è fonte
di amore: Gesù. Torniamo a terra con Francesca Archinto:
fa l'editrice e sogna una Fiera del libro che accolga tanti non lettori
all'entrata e saluti tanti nuovi lettori all'uscita. Editrice anche
Barbara: lei l'editoria la vorrebbe più libera, coi piccoli editori
che diventano grandi. A noi, però, i piccoli piacciono molto. Andrea,
della redazione, sogna di seguire finalmente un incontro interessante e
divertente, che non lo faccia addormentare. Poveretto... ieri si è
sorbito i sogni dei matematici! Emanuele deve essere un tipo
molto pratico: sogna di passare dal 6 al 7 in italiano. La prof, davanti
a lui, sogna che Emanuele faccia un tema con meno errori... Ginevra
ha un sogno lungo e faticoso: girare, comprare, girare, mangiare,
chiacchierare, giocare, assistere a incontri divertenti, girare (uffa!)
e mangiare. E finiamo con un sogno in tandem: Yasmin e Agnese
sognano di essere più libere e indipendenti. Dai genitori, da nonni,
nonne, fratelli grandi e piccoli, tutti insomma. Chi ha 13 anni e non
condivide questo sogno metta un dito qui sotto... niente dita! |
A.A.A. scrittore da
adottare cercasi, anche nullatenente
Adottare uno
scrittore??! Pensavamo si adottassero solo i bambini. Alla Fiera abbiamo
scoperto che possono essere i ragazzi ad adottare gli adulti - ma solo
se scrittori - in cambio di qualche dritta sull'arte di scrivere.
Adotta uno scrittore, infatti, è l'iniziativa della Fiera che ha
coinvolto numerose classi delle Scuole Superiori piemontesi, facendoli
incontrare e lavorare con scrittori veri e propri. L'incontro di oggi
metteva di fronte autori e ragazzi in un botta e risposta conclusivo,
senza esclusione di colpi.
Ha colpito basso, per
esempio, Elena Loewenthal, che dice di non avere avuto feeling
con la classe. E la classe, chiediamo noi, avrà avuto feeling con lei?
Di tutt'altro parere
tutti gli altri intervenuti. Ci siamo divertiti come matti, dice
Alessandra Montrucchio, è stata una fatica non annoiare i ragazzi,
però valeva la pena! Anche Enrico Remmert è soddisfatto: voleva
far capire (e pensa di esserci riuscito) che lo scrittore non è una
persona insoddisfatta e solitaria e non scrive solo libri, ma anche
sceneggiature, trame per videogiochi, pubblicità. La pensa allo stesso
modo Andrea Canobbio che racconta di aver fatto fare ai ragazzi
del Gioberti gli stessi esercizi che si fanno in una scuola di
scrittura. Secondo lui si dovrebbe scrivere molto di più a scuola e
all'università. Giuseppe Culicchia dice che i ragazzi erano un
po' timidi, ma li ha coinvolti con una recita improvvisata e facendosi
consigliare libri da loro. C'è un gran bisogno di regalare buona
scrittura ai ragazzi, mentre non serve portare nelle scuole personaggi
famosi. Noi gli diamo ragione e ci chiediamo: ce lo vedete Cassano a
insegnare grammatica e DJ Francesco matematica?
Il feeling lo ha trovato
anche Gianni Farinetti che dice: "è stata un'esperienza
divertente e piacevole e i ragazzi sono stati affettuosi e
collaborativi. Ho cercato di mostrare loro che il mestiere di scrivere è
faticoso, ma molto eccitante". Alessandro Defilippi è stato
adottato ad Alba. A volte, dice, abbiamo anche cazzeggiato, parlando un
po' di tutto e non solo di scrittura. Però, quando non avevo troppa
voglia di scrivere, i ragazzi me l'hanno sempre fatta tornare.
Alessandro Perissinotto
è contento perché ha chiarito coi ragazzi del liceo Majorana che non
tutti i libri che si leggono a scuola debbono essere per forza di
persone morte. Da ragazzo studiava da elettricista, ma sognava di
scrivere. Ce l'ha fatta e adesso dice ai ragazzi di seguire i propri
interessi e la propria
creatività e di non sacrificarli per un lavoro serio e sicuro.
Mario Baudino,
anche se era alla sua prima partecipazione, ha condotto l'incontro,
cercando di ribadire il concetto che aveva già espresso a scuola: che
scrivere può essere molto, ma molto divertente. E male che ti vada,
finisci adottato.
AUTORI: Benettoni
Francesca, Bianco Martina, Tartaglia Valentina |
Ennio Cavalli: parole
magiche contro il buio
Tutti abbiamo paura di
qualcosa. Paure grandi, piccole, strane e banali. Tutti cerchiamo di
sconfiggerle, di dimenticarle, di buttarle in un angolo come fanno i
bambini con un vecchio giocattolo. Ci accorgiamo però che è impossibile.
Ennio Cavalli,
giornalista radiofonico e scrittore, si è ispirato a questo argomento
per realizzare il suo ultimo libro per bambini. Buonanotte Buio,
pubblicato da Lapis. La storia vuole spiegare ai piccoli come dominare i
propri timori. La ricetta fornita da Cavalli è semplice, ma efficace:
inventare una parola magica! Ovvero... trovare un nome amico da
dare a tutto ciò che ci terrorizza. Ecco allora che ciò che incute paura
può diventare qualcosa di amichevole. Vale per il buio, ma anche per
tutte le altre paure. Con il nuovo nome le paure possono diventare
addomesticabili, tenere, amichevoli, quasi rassicuranti. E possiamo
lasciarci alle spalle incubi, fantasmi, mostri e scheletri,
protagonisti delle paure dei bambini.
E quale sarà la parola
magica che serve a farci amico il buio? Questo lo scoprirete leggendo ai
vostri fratelli più piccoli (7/8 anni) Buonanotte Buio.
Le parole poi, ha
aggiunto Cavalli, sono un gioco straordinario e non solo per domare le
paure. Si possono dare nuovi nomi alle cose: la porta, per esempio, può
diventare 'bocca', perché fa entrare e uscire le cose e le persone
nella pancia della casa. Proibito, invece, cambiare nome alla mamma: un
nome così gommoso è già molto affettuoso.
Tornando alle paure:
stasera ci provo anch'io! Anche se dovrei aver superato da tanto l'età
delle mille paure, qualcuna m'è rimasta (ma non chiedetemi quale!) e
forse vale la pena provare.
Titolo del mio prossimo libro: Buonanotte Mare Profondo!
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The Dreamers: una
generazione di sognatori
Pensavamo di andare al
cinema, invece ci siamo trovati nel mezzo di una lezione di storia:
protagonisti gli anni sessanta. Il cinema c'era, naturalmente e c'era
anche Umberto Mosca, critico cinematografico, che all'Arena
Giovani ha provato a raccontare emozioni, gioie, dolori e problematiche
dei giovani di quegli anni. Largo spazio alle immagini di film molto
famosi: Gioventù bruciata, The Dreamers, Easy Rider
e La meglio gioventù, tutti diretti da grandi registi. Con
l'aiuto di sequenze tratte da questi film, Mosca ha raccontato lo stile
di vita dei giovani ribelli e sognatori di quel decennio. Spesso
coinvolti in situazioni famigliari e sociali drammatiche, quei ragazzi
cominciarono a voler combattere la monotonia con musiche innovative come
il rock&roll. Anche il cinema fu influenzato dagli ideali delle nuove
generazioni e dalla voglia di cambiamento.
La rivoluzione culturale
de gli anni '60 ha totalmente trasformato i valori culturali ed etici
della società rispetto agli anni precedenti. E anche se qualcuno di
questi ideali si è rivelato troppo utopistico, ancora oggi si possono
avvertire le trasformazioni apportate da questo cambiamento.
A guardare questi film
e a sentirne parlare ci siamo chiesti se potrebbe capitare anche a noi
di essere protagonisti di una trasformazione culturale così profonda e
importante. Naturalmente le opinioni sono diverse. Stefano dice che si
aspetta di vivere niente di simile, ma Marzia insorge e dice che la
voglia di cambiare le cose non manca nemmeno oggi. A lei no di sicuro.
Mattia si allea a Stefano, ma la discussione è pacata e tranquilla.
Su una cosa siamo tutti
d'accordo, che nel cinema, nei libri e nella vita, lo spazio per il
cambiamento e per i sogni non deve mancare mai. |
I ragazzi del videoclip:
Sottodiciotto in Fiera
Come si possono
rappresentare in meno di mezz'ora i problemi degli adolescenti? Una
buona soluzione è quella di Sottodiciotto, il festival del cinema
fatto dai ragazzi diventato un importante appuntamento torinese, aperto
alla partecipazione di classi e ragazzi di tutta Italia. A loro il
festival offre la possibilità, armati di storia e videocamera, di
esprimere opinioni e raccontare sogni, in forma di brevi spot, videoclip
e anche videogames.
Oggi, in Fiera,
l'associazione Aiace ha presentato alcuni dei filmati selezionati per
Sottodiciotto: riguardavano la guerra, il rispetto della natura e
l'incubo della scuola.
Tra i tanti proposti, ci
è piaciuto Game Boy, il film realizzato da una classe di Catania
che si ambienta nella scuola. La lezione, ovviamente, è monotona, il
protagonista è annoiato ma per fortuna arriva il Genio del Videogame che
esaudisce il suo desiderio: lo scambio di ruoli tra lui e l'insegnante.
Ma se il prof diventato studente si rende conto di quanto può rompere un
insegnante troppo severo, anche il ragazzo non è felice nel nuovo ruolo:
che fatica provare ad insegnare in una classe in cui nessuno ascolta!
Questi filmati mettono
in evidenza i rapporti spesso contrastati tra gli adolescenti e gli
adulti e non vogliono fornire soluzioni, ma solo mettere in risalto
questi problemi e dare sfogo alla creatività, alla fantasia e alla
voglia di comunicare.
Tutto questo ci piace.
Semmai, se possiamo suggerire, eviteremmo la proiezione ininterrotta di
filmati per quasi un'ora. Magari qualche presentazione e spiegazione in
più tra un video e l'altro ci avrebbe coinvolti maggiormente.
Bravi ragazzi! I film erano belli, ottima la produzione e le riprese.
Adesso impariamo anche noi. |
Arrivederci, ragazzi
Un. Due... TRE! Come
gli anni di Fuorilegge qui alla Fiera del Libro di Torino. Tre come il
numero perfetto che, siccome è perfetto, poi non si può più fare, dire,
scrivere niente? Noooo, niente da fare. Le penne di Fuorilegge non
rimangono mai a secco, vogliono continuare a parlare, a raccontare, a
tradurre in parole tutto quello che si annusa nell'aria a proposito di
libri, di autori, di novità, di carta stampata. E se quest'anno le
parole volano on line, la carta, quella di cui sono fatti i libri,
quella su cui si leggono le storie, si vedono i personaggi, si disegnano
le trame, continua a essere uno dei passatempi preferiti dei ragazzi che
ogni anno vestono la maglietta Fuorilegge. Tutti uguali per la scritta
che portano sul petto, uguali per il pass che li rende orgogliosi,
uguali per la luce che hanno negli occhi e per la passione che li ha
portati qui, insieme alle loro insegnanti. Ma così diversi nei colori
che sanno mettere nelle parole, nell'ironia e nelle timidezze, nella
paura e nel coraggio che gli fa trovare il coraggio di avvicinare i
nomi che vedono sulle copertine o gli autori che non hanno mai
sentito e che scoprono qui. Lo spaesamento è presto superato e sanno
rapidamente diventare un po' più grandi e un po' più seri anche mentre
ridono e si spintonano. Presto imparano anche a raccontare e a trovare
le parole per farci vedere la Fiera, quella giovane. Poi, mentre li vedi
crescere, già li devi salutare, li guardi tornare nelle loro scuole.
Magari chissà ci si rivede il prossimo anno. |
Antonella Abbatiello: ninna nanna a
colori
Ninna nanna
del lettino dormi almeno un pochettino.
Due occhi limpidi, una simpatica voce dal leggero accento
romano, che parla ai bambini in modo disinvolto: è Antonella
Abbatiello, illustratrice e scrittrice di albi illustrati per
l'infanzia. Oggi, mentre si preparava ad incontrare due classi di prima
elementare, abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con lei in
anteprima.
Ninna nanna
della fata tonda come una patata.
Difficile da credere, ma assolutamente vero! ha già pubblicato sessanta
libri, molti dei quali sono stati tradotti. Ci sono libri di Antonella
in tredici lingue diverse.
Il suo
ultimo libro, quello che presenta oggi, è Ninna nanna, ninna mamma,
pubblicato da Fatatrac. Sembra una ninna nanna e invece è quasi la
storia di lei e di suo figlio Guido che proprio non voleva saperne di
dormire.
Ninna nanna della foglia di dormire non ho voglia.
Così la mamma ha cominciato a mettere nero su bianco le
ninne nanne cantate per anni e si è scoperta scrittrice, oltre che
illustratrice. Disegnare le piace molto, ma la cosa che preferisce è
fare libri completi di parole e figure. I suoi figli adesso sono grandi:
Elena ha 14 anni, mentre il fratello ne ha 11, ma quando erano piccoli
hanno fatto spesso da ispiratori per le sue storie.
Ninna nanna del castello dorme il topo e suo fratello.
Dobbiamo
interromperci, perché arrivano i bambini. Ascoltano incantati la ninna
nanna. Lei mostra le illustrazioni e loro guardano rapiti. Dopo la
lettura arrivano i fogli, uno per bambino: adesso tocca a loro disegnare
per Antonella. Lei osserva, regala elogi a tutti. Chi con il rosso, chi
con il verde, tutti disegnano, tutti colorano e i fogli prendono vita.
Ninna nanna dei colori sogna un sogno con i fiori.
Proviamo
a chiedere cosa ne pensano a Gloria e Veronica, due delle bambine che
partecipano al laboratorio. Sono entusiaste, amano disegnare e si
sentono felici.
Adesso
Antonella appende i disegni. Ogni bambino riconosce i suoi e commenta
festoso con gli amici.
Ninna
nanna di Antonella questa Fiera è proprio bella!
Una
delle ninne nanne l'abbiamo scritta noi: indovinate quale?
AUTORI: Benettoni Francesca, Nicola
Gemma, Serafino Alessia, Tartaglia Valentina
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