Scuola Media Statale A.Antonelli - Torino

Speciale Fiera del Libro

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Speciale Fiera del Libro
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La mattina del 4 maggio si apre la fiera del libro di Torino, un evento annuale che si svolge a Lingotto Esposizioni dove si possono comprare libri, assistere a presentazioni e incontrare scrittori famosi.

Prof. studenti, grandi, più grandi, meno grandi, piccoli e piccolissimi. Arrivano alla spicciolata. Si guardano, si studiano. Ridono.

Ci sono anche  i ragazzi Fuorilegge. Come ogni anno da cinque anni. Per guardare, spiare, osservare e poi raccontare, sulle pagine del sito della Fiera, il mondo che si muove tra i libri e i libri che raccontano il mondo. Un mondo di avventure, il tema di quest'anno, vicine, lontane, dentro e fuori. Avventure avventurose e avventure dolorose.

Sono tra i primi a entrare, per orientarsi un poco, per due parole con calma nella redazione Fuorilegge, prima che scocchi l'ora X, da veri professionisti con il pass da giornalisti: giornalisti Fuorilegge.

Anche quest’anno, l’8 maggio alcuni ragazzi della scuola media Antonelli (un piccolo numero delle classi 3’E, 3’G E 2’G ) hanno partecipato con entusiasmo, guidati dai collaboratori della rivista trimestrale Fuorilegge che pubblica gli articoli in diretta on line. Come l’anno scorso, i pezzi sono stati divisi tra più gruppi da due persone incaricati di seguire un evento per poi elaborare l’articolo.

Non sono tuttavia mancati i momenti di svago dove i ragazzi Fuorilegge hanno potuto esplorare i padiglioni della fiera(con il rischio di perdersi!!!!!!!!!!!!!!!) orgogliosi dei propri cartellini “stampa” che permettevano l’accesso ovunque evitando interminabili code.

Qui sotto sono i riportati gli articoli dell’anno 2005 e 2006, che hanno permesso incontri interessanti con numerosi e importanti personaggi della narrativa italiana contemporanea, come Janna Carioli, Mino Milani, Roberto Piumini, Dino Buzzati, Antonella Abbatiello e molti altri ancora.

2006

 

Mino Milani: l’avventura che non ti aspetti!

 

Ecco svelato il mistero: Mino è l'abbreviazione di Guglielmo, passando per Guglielmino. Finalmente mi sono tolta questa curiosità!

Una volta chiarito il fatto, Mino Milani, un simpatico signore dalla testa pelata che potrebbe essere mio nonno, dice serafico una frase che mi colpisce tantissimo: "Io vivo per scrivere".

Lui è uno dei maggiori autori italiani di libri d'avventura per ragazzi, eppure prosegue in tono modesto: "Io però non scrivo mai da solo. Ho due aiutanti che si chiamano Giovannino e Sibillino." Che nomi strani! "Sono i miei due gatti."

I bambini che riempiono l'Arena dello Spazio Ragazzi sembrano pieni di ammirazione e lui chiede con la sua voce tranquilla: "Forza volete farmi domande?". L'incontro entra nel vivo. Mino risponde a tutti con calma e vedo nei suoi occhi il luccichio di chi ama quello che sta facendo. Ovviamente non ho mai visto Salgari, ma me lo immaginavo esattamente così.

Continuando a parlare Milani precisa che il suo primo libro è stato pubblicato nel 1956, ma in realtà a quattordici anni aveva già scritto un romanzo d'avventura dove - parole sue - morivano tutti.

A giudicare dal suo ultimo libro, Udilla, pubblicato da Fabbri - la storia di una ragazza che impara a combattere in cerca di vendetta sui predoni che le hanno sterminato la famiglia - si direbbe che Mino ha perso i capelli ma non il vizio?

All'improvviso si alza Giovanni Del Ponte, lo scrittore de Gli invisibili,  che non nasconde la propria emozione e chiede: "Che cos'è per lei l'avventura?". La risposta di Milani è complessa, ma nella mia testa si stampano poche parole: "L'avventura è ciò che non ci aspettiamo".

Le domande si susseguono numerosissime: parlando di cosa lo ha spinto a scrivere libri d'avventura per ragazzi, dice con una punta d'amarezza che i romanzi d'avventura per adulti in Italia si importano soltanto, un po' come il whisky, mentre quelli per ragazzi sono un terreno fertile su cui si sviluppa la fantasia.

Spiega inoltre che, avendo fatto il giornalista per molti anni, per lui farsi venire l'ispirazione è quasi un dovere e applicandosi ci riesce sempre. Dà anche un consiglio alla lunga coda di bambini che si è formata di fronte a lui per intervistarlo: "Leggete tutti i libri che vi capitano sotto mano, ma se arrivate a pagina 16 (per gli adulti 32) senza che vi abbiano appassionato, lasciateli perdere. Non abbiate paura di dire che non vi piace.

Di fronte all'avventura  - dice ancora in tono fermo - ci sono due vie, due parti del corpo da mostrare alla sorte: la fronte o le spalle". Prosegue aggiungendo che, quando scrive, gli viene sempre un po' di batticuore e che il batticuore stesso è l'avventura.

Una delle frasi che mi colpiscono di più è la risposta a chi gli chiede qual è il posto che più lo ha ispirato. "Adesso come adesso - dice - l'arena ragazzi della Fiera del Libro. Siete voi che mi ispirate!".

L'incontro è quasi finito: ancora il tempo di leggere una pagina da Udilla e poi la fila delle domande diventa la fila per gli autografi. L'incontro con Milani è concluso e a me è parso, per un momento, che Salgari fosse tornato.

Camicie rosse o blue jeans? Garibaldi che avventura

Cosa c'entrano i jeans con Garibaldi? Tutti e due partono da Genova. Infatti, anche se molti non lo sanno, i jeans sono fatti con la cosiddetta tela di Genova.

Così cominciamo anche a capire il titolo del libro I jeans di Garibaldi, presentato in Arena da Luisa Mattia, l'autrice.

Luisa racconta che l'idea di fare un libro su Garibaldi non è sua, ma che gli è stata proposta dalla casa editrice Carthusia. All'inizio non era molto convinta, poi ha deciso di vistare il museo del Risorgimento di Roma ed è lì che ha scoperto i jeans di Garibaldi? già, perché esistono davvero, quelli raffigurati anche nel libro con uno strappo sul ginocchio sinistro. I Jeans, ma anche tutto il resto, sono stati illustrati nel libro da Paolo D'Altan, le cui illustrazioni sono state mostrate nell'incontro. Nel museo, davanti ai Jeans, le è nata l'idea di Celestina, una ragazzina sola, senza la madre, con il padre e il fratello in guerra, che vuole a qualunque costo riprendersi la mula che i Mille di Garibaldi le hanno portato via. Nella sua ricerca Celestina si scontra/incontra con un giovane garibaldino, Giuseppe, detto Pinin, che conoscerà veramente solo quando lo salverà dai briganti.

Alla fine Celestina entrerà a far parte dei Garibaldini e, da persona selvatica, ma generosa come è, avrà l'onore di salvare la vita al mitico Garibaldi e di cucirgli i famosi jeans.

Al termine dell'incontro riusciamo a fare qualche domanda a Luisa.

FL_Perché consigli questo libro ai ragazzi?

LM_Perché è una storia divertente che  permette di conoscere la storia d'Italia senza annoiarsi.

FL_Per il personaggio di Celestina, ti sei ispirata a qualcuno in particolare?

LM_Come aspetto fisico non mi sono rifatta a qualcuno in particolare, ma per quanto riguarda il carattere mi sono ispirata un po' al mio, e un po' al carattere tipico di una bambina

Baccalario si fa in due!

 

Altro incontro, altra avventura?anzi le avventure di Pierdomenico Baccalario alla Fiera del Libro, oggi, sono due. Al laboratorio autori  ha presentato la serie Ulysses Moore (Piemme) di cui è autore, coinvolgendo i suoi giovani fans con divertenti giochi ad enigma. Ha con sé un vecchio baule che dice di aver ritrovato, contenente gli oggetti posseduti da Ulysses Moore: 54 diari scritti in codice, vecchissimi vestiti di Ulysses, di sua moglie, del suo giardiniere e una preziosa chiave. E grazie a quegli oggetti inizia a raccontare la storia del primo diario: La porta del tempo. Le porte sono sette e portano l'uomo in epoche passate, ma per aprirle servono 4 chiavi magiche su cui sono incise  le effigi di vari animali. Una di queste porte si trova in casa di Ulysses e qui inizia l'avventura alla scoperta dei mondi oltre la porta, che si possono leggere nei quattro volumi della saga.

Più tardi abbiamo rivisto Pierdomenico per la presentazione di due  nuovi volumi, uno dedicato ai mostri, l'altro agli scienziati, della collana Focus Junior Gli ammazza secchioni, edita da Mondadori.Al suo arrivo ha diviso il pubblico in due squadre (Mostri e Inventori Pazzi) consegnando loro una busta con delle domande tratte dal libro e coinvolgendoli in un appassionante quiz mimato.

Alla fine dell'incontro siamo riusciti ad intervistarlo.

FL_Da cosa nasce la tua passione per la scrittura?

PD_Dalla mia predisposizione alla scrittura e alla mia inadeguatezza a svolgere altri compiti.

FL_Quale credi sia il confine tra fantasia e realtà?

PD_Credo che il confine non sia ben delimitato perchè tutt'oggi viviamo in una realtà adombrata di fantasia.

FL_I personaggi da te descritti hanno qualche relazione con la sua esperienza di vita?

PD_Sì. I protagonisti dei miei racconti personificano I miei più cari amici e parenti, per esempio il giardiniere in Ulysses Moore prende spunto da mio padre.

FL_Secondo te, qual è lo scopo della vita?

PD_A mio modo di vedere nella vita bisogna essere sempre curiosi e non arrendersi di fronte alle difficoltà.

FL_Qual è il tuo scrittore preferito?

PD_Ho tanti autori preferiti, ma quello che mi piace di più in assoluto è J.R.R Tolkien. Ho amato molto Il Signore degli Anelli, anche se la prima volta che l'ho letto non mi era piaciuto molto. In seguito lo riletto e mi ha ispirato molto per i miei romanzi.

Leoni tra i serpenti

Uno scrittore di gialli il cui aspetto potrebbe essere molto simile a quello di un cattivo dei suoi libri: è Giulio Leoni, famoso giallista che oggi ha presentato il suo ultimo libro, il primo per ragazzi, che come al solito parla di avventura e che assomiglia molto alle avventure di Indiana Jones ma con un pizzico di tecnologia in più (cellulari, computer).

Questo libro, Il deserto degli spettri, primo della collana La compagnia dei serpenti, è ambientato in Africa, luogo ideale per trovare un tesoro, ma - ahimè - la Libia nasconde ben altri segreti?

I tre protagonisti, due ragazzi e una ragazza (perché secondo l'autore le ragazze essendo più intuitive hanno bisogno di due ragazzi per trovarsi con una sola persona della loro intelligenza, e noi - ragazze FL - siamo d'accordo!), non troveranno la statua d'oro sperata bensì resteranno coinvolti in loschi affari riguardanti agenti segreti, trafficanti e molto altro ancora.

Per quanto riguarda il finale non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma siamo senz'altro sicure che questo libro vi piacerà: infatti è stato consigliato anche da Giovanni Del Ponte (lo conoscete vero?).

Ora tocca al pubblico sbizzarrirsi con le domande: si parte dal classico "A che cosa si ispira?" proseguendo con "Quanti libri ha scritto?" per finire con un simpatico accorgimento dell'autore "Ho scritto una decina di libri per adulti ma ho voluto sondare il territorio della letteratura per ragazzi per scrivere la storia che avrei voluto leggere io da adolescente. So che sembra scontato ma prendo spunto dalla vita reale, infatti i due ragazzi si ispirano a due miei alunni (anch'io come tanti scrittori sono insegnante) e la ragazza si ispira a mia figlia".

"Ora vi faccio io una domanda - prosegue -  dall'inizio dell'anno avete già comprato un videogioco o siete andati a vedere un film? D'accordo, immaginavo già la vostra risposta - ride sentendo il coro di voci che gli risponde affermativamente - ma vi ho fatto la domanda per farvi capire una cosa: lo scrittore non è solo colui che scrive i libri ma si occupa anche delle sceneggiature dei film e delle trame dei videogiochi.

Un'ultima cosa, volete sapere la filosofia di vita di uno scrittore? La mia non sarà speciale però scrivo pensando che la vita è un'avventura."

Sofia, Camilla e lo yoga

 

La Fiera del Libro non sembra il posto più adatto per rilassarsi, eppure al Laboratorio Avventura è in programma un incontro dal titolo Favolyogando, per presentare il libro di Sofia Gallo e Camilla Guillame, che mette insieme favole e yoga.

Gambe incrociate, mani sulle ginocchia, schiena dritta e ambiente silenzioso (be', qui non proprio!): sono questi i requisiti per praticare lo yoga.

 

Lo yoga è un'arte antica che rappresenta unità ed equilibrio del corpo e della mente?

 

Sofia Gallo ha scritto 4 favole ispirate all'asana: le posizioni del corpo che massaggiano l'apparato ghiandolare. Ogni favola ha una morale di solidarietà e amicizia.

 

Lo yoga insegna a respirare in modo corretto, irrobustisce i muscoli e corregge i difetti posturali?

 

Camilla Guillame è insegnante di yoga dal 1993.

Tiene corsi di yoga per bambini nelle scuole, per adulti e disabili ed è docente di yoga presso l'università della terza età di Torino.

Sofia Gallo, torinese, scrive libri per bambini e pratica yoga da oltre quindici anni. Ha pensato di comunicare la gioia di questa disciplina a tutti i lettori ideando insieme a Camilla questo libro e inventando le favole.

"Consiglierei lo yoga a tutti perché trasmette pace tranquillità e serenità" dice ai bambini che ascoltano.

 

Lo yoga è facile, non comporta sforzi eccessivi

 

La scrittrice ha letto due storie ai bambini che partecipavano all'incontro, invitandoli ad impersonare i protagonisti con le asana.

 

Lo yoga si ispira alle posizioni della natura

 

Il commento di un bambino: "è stato rilassante? anche troppo! Quasi mi addormentavo?".

Quell’amore di Johnny

 

Esordisce così: Mi pagano tanto per far quello che mi riesce meglio; scrivere e cantare canzoni ed è grazie a questa frase di Bruce Springsteen - il musicista rock che è stata una delle sue passioni giovanili - che Silvia Roncaglia ha realizzato il suo sogno nel cassetto: diventare scrittrice.

Intrigante già dalla copertina sulla quale appare una foto dell'attore, Caro Johnny Depp, edito da Fanucci, è un romanzo che tratta l'argomento che più ci interessa e ci coinvolge: l'amore. In questo caso l'amore per un divo del cinema.

L'incontro si svolge nello spazio Oltre, quello che dovrebbe essere dedicato ai teenager? anche se, di teenager, non ce ne sono in giro molti.

Però c'è Sara, la protagonista, che, come tutte le sue coetanee, ha sogni ed eroi e scrive, senza mai spedirle, tantissime lettere a Johnny, il suo mito. Lettere che scrive sicura di leggerle un giorno insieme a lui e che raccoglie in quella che chiama la scatola dei futuri ricordi. La corrispondenza è tuttavia un pretesto per esprimere i suoi sentimenti, parlare di sé e delle sue paure (perché sono proprio queste che si celano dietro all'amore per un personaggio famoso): paura di dover affrontare un vero rapporto e di amare sul serio.

Sara è una ragazza speciale, abbiamo scelto alcune citazioni per descriverla:

 

 C'è chi colleziona figurine, chi francobolli, chi tappi di bottiglia o addirittura schede telefoniche. Io colleziono frasi di libri e frasi di film.

 

Le frasi dicono proprio quello che hai dentro in un certo momento, e magari lo dicono meglio di come lo diresti tu.

 

se non riesco a descrivere un certo tipo di disagio prendo in prestito una frase di Calvino, alle volte uno si crede incompleto ma è soltanto giovane.

 

La protagonista - racconta Silvia - ama Johnny Depp per come lo vede e lo immagina attraverso i suoi film e le interviste: un uomo bello, ambiguo e misterioso, non un bello senz'anima. E' questo che lo rende affascinante.

A poco a poco Sara si accorge che il suo innamoramento per un personaggio così distante dalla sua realtà non può essere vero e  scopre l'amore per un suo coetaneo.

Ma l'amore che cos'è?

A rispondere proviamo noi: l'amore è quando ti accorgi che la luce del sole non è quella più grande (dal diario di una fuorilegge).

Guido Quarzo in mezzo al mare

Primo incontro di oggi al Laboratorio dell'Avventura. Le facce dei bambini sono ancora assonnate, ma tutti si rianimano all'apparire di un simpatico personaggio dell'aspetto forse totalmente differente da quello che ogni bambino immagina in uno scrittore: è Guido Quarzo, venuto a presentare Amici del mare, edito da Piemme.

"Avvicinatevi, non assomiglio mica a un pescecane! - esordisce l'autore - Al contrario, il mio carattere è più simile a quello di Pedro, uno dei protagonisti del mio nuovo libro".

Il pesciolino Pedro è amico del paguro Bernardo, ma i due, un po' per mancanza di spazio (uno vive in una grotta e l'altro in una conchiglia), un po' per la paura dei pescicane non riescono mai ad incontrarsi e comunicano solo via lettera.

Ma Pedro, il più coraggioso, spinto alla curiosità per il mondo esterno e dalla nostalgia per l'amico, si avventura fuori dalla grotta, scoprendo un mondo meraviglioso: pesci di ogni forma e colore sguazzano allegramente intorno! Dopo un po' di esitazione e l'incontro con un'acciuga, Pedro si rende conto che non si può nascondere per sempre e vivere nella paura di diventare un prelibato spuntino per un pescecane: allora, senza pensarci due volte, parte alla volta della conchiglia di Bernardo.

Di certo Guido Quarzo non è un pescecane, ma noi ci avviciniamo timidamente per chiedergli della sua passione: scrivere.

"Ho iniziato a scrivere vent'anni fa - ci dice - spinto dall'amore per i bambini, cosa che ha a che vedere anche col mio mestiere: sono maestro elementare. Le mie storie sono surreali però contengono sempre un avvertimento che i bambini possono applicare senza difficoltà. Ad esempio, in questo libro voglio far capire ai lettori di fare attenzione, ma di non privarsi dei divertimenti infantili per paura che possa accadere qualcosa di brutto."

Guido, il tuo libro è stato sicuramente apprezzato dai bambini e da noi, ma non certo dai pesci che hanno scoperto che hai scritto questo libro anche perché ti piace mangiarli!

Ultimo giorno, ultime righe.

Si chiude si raccolgono i fogli, i libri, si spengono i computer.

È il momento dei saluti.

Cerchiamo le parole?

Ce ne vengono in mente solo due.

 

Le diciamo forte.

Le scriviamo grandi.

 

GRAZIE.

CIAO...

 

 

2005

 

L’arte di disegnare: Lorenzo Mattotti

Mattotti? Mattotti chi? Quando alla redazione ci hanno detto che il nostro primo incarico per noi Fuorilegge della Scuola Media Antonelli di Torino sarebbe stato quello di incontrare e intervistare Lorenzo Mattotti, ci ha preso il panico. Non lo conoscevamo. La ragione c'è e l'abbiamo capita parlando con lui. All'inizio, però, non ci siamo vergognati della nostra ignoranza e, appena lo incontriamo gli chiediamo chi sia e cosa fa. Diciamolo, l'impatto non è stato semplice: chi era più timido: noi o lui? Poi, domanda dopo domanda, l'ambiente si è riscaldato e l'intervista è filata via in un batter d'occhio.

Sono un fumettista e un disegnatore, ci ha detto, per grandi e per piccoli. Ho disegnato manifesti per il cinema e la pubblicità. La pubblicità è un lavoro, serve per vivere, ma la passione è quella per i fumetti.

Ho iniziato a  disegnare a dodici anni e ho sentito da subito che quella era la strada che dovevo

seguire. Però non c'erano scuole per imparare, ma ho capito che potevo farlo copiando i disegni dei miei autori preferiti: Hugo Pratt e Dino Battaglia. Poi mi piaceva Asterix che proprio in quegli anni cominciava ad essere pubblicato. Compravo i fumetti e, più che leggere le storie, ero interessato a guardare le figure. A guardare e copiare.

All'inizio disegnavo in bianco e nero: i colori  costavano tanto. Ma quando ho potuto utilizzarli ho scoperto che potevo esprimere molto più facilmente le mie sensazioni: nient'altro dà gioia come il colore!

I fumetti che disegno penso siano per adulti. Non mi è molto facile capire cosa pensano e cosa piaccia ai giovani oggi. Per i bambini, però, ho fatto illustrazioni di libri, come Pinocchio. O quelle dei Pittipotti, pubblicate da Orecchio Acerbo, per bambini piccoli. Le ho inventato insieme al mio amico Jerry Kramski , e le presenteremo insieme oggi.

L'intervista è finita, abbiamo capito che Mattotti è un grande artista e fa cose per grandi, anche per questo non lo conoscevamo. Ma due delle cose che ci ha detto ci hanno davvero colpito e vogliamo regalarvele.

La prima: disegnare è come imparare un alfabeto: cambiando i segni cambia il personaggio.

E poi: non bisogna mai avere paura di disegnare.

E nemmeno, aggiungiamo, di fare un articolo Fuorilegge!

AUTORI: Rendina Luigi, Lombardelli Daniele,Seminato Rebecca, Paruzzo Luca, Caratto Alessandro

Roberto Piumini: chi rima per sé, rima per tre

Comincia così: c'era una volta? e come può cominciare altrimenti?? c'era una volta un terribile lucertolone prepotente che voleva rubare il sole alle lucertoline freddolose? è questione di un

attimo e tutti i bambini seduti sul pavimento rosso si trovano coinvolti nella storia. A raccontare è Roberto Piumini, ma questo è solo un pretesto per sciogliere il ghiaccio iniziale tra il pubblico e lo scrittore importante. Le vere protagoniste dell'incontro sono le rime con cui Piumini si diverte a giocare insieme ai piccoli  che non distolgono mai lo sguardo. Lui non ha paura di metterli subito alla prova facendo comporre brevi filastrocche coi loro nomi e cognomi. Inizio un po' scabroso: Martino si tocca il pisellino, ma per fortuna Nicolò si addormenta guardando quadri di Mirò. Tocchiamo l'inverosimile con Giada che mangia la rugiada. E c'è anche il distratto Corrado che dichiara: non guardo dove vado!

L'imponenza di Piumini, che spaventa un po' i bambini (rima!) contrasta nettamente con il suo carattere giocoso.  Ci avviciniamo titubanti per parlare con lui, ma scopriamo in fretta che è simpatico e alla mano. Gli chiediamo qual è l'aspetto più importante di un libro, e ci risponde che la cosa che gli preme di più è scegliere il linguaggio con cui comunicare le sue emozioni.

Piumini ha scritto fiabe, poesie, racconti e romanzi, testi per il teatro, la radio, la televisione e il cinema, e ha tradotto libri stranieri. Almeno 3 o 400 libri ha pubblicato e non solo per ragazzi.

La sua ispirazione, ci dice, a volte parte da una rima beffarda: Narco degli Alidosi, personaggio di nobile famiglia, ha dato vita ad una storia sull'alitosi.

Ma l'incontro con la poesia continua: versi a staffetta, recita il titolo, e Piumini passa il testimone a Chiara Carminati. Perché, chiede Chiara, le poesie devono trattare sempre gli stessi argomenti e con lo stesso punto di vista? In primavera il profumo dei fiori può significare? allergie. Non ha senso dire che la mamma "è dolce come la panna" se poi ci litighi continuamente. La rima, per Chiara, a volte è un cavallo selvaggio che ti porta a dire cose che non vorresti dire.

Noi, dopo un'altra ora in rima, usciamo di lì più fuori(legge) di prima!

AUTORI: Bianco Martina, Bracco Irene, Cane Elena, Giusto Cecilia.

Lia Levi e Luigi Garlando: a proposito di guerra

Raccontare la guerra non è una cosa semplice. Eppure oggi due grandi scrittori, Luigi Garlando e Lia Levi hanno offerto ai presenti un punto di vista nuovo su questa tragica esperienza. I due autori, nei loro incontri, hanno trattato temi complessi come la guerra in Afghanistan e la Resistenza italiana, riuscendo a catturare l'interesse del folto pubblico. Entrambi i romanzi raccontano la guerra attraverso gli occhi di un bambino.

Il bambino di Garlando si chiama Tommaso ed è il protagonista di Mio papà scrive la guerra. Il padre, giornalista, è stato catturato dai terroristi in Afghanistan e dalla prigionia scrive lettere a Tommaso, raccontandogli i suoi terribili giorni. A Tommaso non resta che affidare le sue risposte al diario che scrive ogni giorno.

Lia Levi, invece, affida la sua storia alla voce di Federica, che un giorno vede in una mostra fotografica sulla Resistenza la foto di una ragazza identica a lei. Scoprirà ben presto che si tratta di una foto della nonna. A partire dalla fotografia, Federica si trova coinvolta in un mistero che la conduce a ripercorre un pezzo di storia dell'Italia partigiana, tra spie, tradimenti e campi di concentramento.

I loro libri gridano contro la guerra: le guerre del passato, quelle di oggi, quelle che verranno.

E questo grido ha trovato eco anche tra i tanti ragazzi e ragazze presenti ai due incontri.

I fatti che raccontano, sia la Levi che Garlando, sono sicuramente tragici e pesanti, ma loro sono riusciti a narrarli con vera leggerezza e anche con un certo umorismo. La stessa leggerezza hanno messo negli incontri coi ragazzi, parlando di sé e presentando anche gli altri loro libri. Entrambi sono giornalisti: la Levi, però, preferisce di gran lunga scrivere romanzi. Garlando, invece, è un grande appassionato di calcio: per questo fa il giornalista sportivo e ha scritto un romanzo sul grande sogno di tutti i ragazzi, Da grande farò il calciatore. Era anche il suo sogno, ha detto, però, come tanti, era una schiappa!

AUTORI: Montano Stefano, Volpato Mattia

Fuori... Novelas, prima puntata

C'eravamo già venuti, ma è la prima volta che entriamo alla Fiera del Libro in veste di Fuorilegge. A dire il vero la veste, nel senso di maglietta, ce l'hanno data dopo,  quando siamo arrivati alla redazione del nostro giornale online. Mi sono sentita importante, dice Gemma, a girare in Fiera con la maglietta e la tessera con scritto Stampa in bella vista.

Fuori era il caos. Lunghe file per entrare, ma noi abbiamo fatto lo slalom (ci stiamo preparando per le olimpiadi 2006!) e le abbiamo superate. Entriamo nei padiglioni e qui siamo circondati da un mondo di libri e di autori tutti da scoprire. Sembra davvero un grande sogno.

Adesso siamo in redazione: divisione dei compiti, avete carta e penna? Chi mi toccherà incontrare? Ma? Totti??? No, Mattotti. Piumini? Spero di non essere allergico.

E adesso? pronti? ? Via con le interviste! Ma saremo all'altezza di intervistare adulti, autori famosi, autentiche celebrità, si chiedono Rebecca e Luigi. E dato che nessuno dei due risponde, l'unica è continuare.

Daniele è sorpreso: dopo il primo momento di timidezza, dice, siamo riusciti a dialogare con scrittori e illustratori come se ci conoscessimo da tempo. Svanito un po' l'impaccio arrivano pensieri profondi: è bello sapere che tanti autori si dedicano a scrivere per noi e hanno ancora la capacità di capire che cosa ci piace e ci diverte. Il pensiero parte da Alessandro, ma l'approfondimento è della prof.

Adesso si torna in redazione, siamo pieni di appunti, ma vanno risistemati. Si scrive e si riscrive e qualche brutto anatroccolo si trasforma in cigno. Speriamo nessuno diventi pavone.

Alessandro, dopo i pensieri profondi, ha pensieri materiali: un grande vantaggio è stato entrare gratis e poter incontrare dei vip! Che ne dite di Ficarra e Picone? A me sono piaciuti di più a Zelig, risponde Daniele, per niente impressionato.

Stanchi, divertiti e soddisfatti, dai Fuorilegge della Antonelli è tutto? almeno per oggi.

Arrivederci alla prossima puntata.

Dal Congo con pallone

Viene dal Congo Paul Bakolo Ngoi, ed è approdato in Fiera nello spazio di Lingua Madre, l'iniziativa pensata per far conoscere storie e culture di scrittori asiatici, africani e latino-americani. Paul è venuto a presentare Colpo di testa (Fabbri), dove racconta la storia di Bilia, un ragazzino di strada di Kinsasha che vive di espedienti. A dispetto del suo nome, (che in congolese significa "cosa da mangiare") Bilia è sempre affamato, e da mangiare trova ben poco. Proprio mentre commette un furto di banane al mercato, viene colto sul fatto, arrestato e rinchiuso nel carcere minorile della città.

Sembrerebbe l'inizio della fine, per la vita di Bilia, ma non è così: durante una partita di calcio, da lui stesso organizzata, tra i ragazzi del carcere e i ragazzi del quartiere, la sua abilità con il pallone viene notata da qualcuno del pubblico. Si tratta di un "extracomunitario italiano", che convince Bilia a seguirlo in Italia e qui a giocare a pallone? ma anche a dedicarsi agli studi.

La storia di Bilia nasce da un incontro casuale che Paul Bakolo Ngoi ha fatto durante un viaggio in Congo: proprio a quel ragazzino di strada, vestito di stracci e in cerca di dieci centesimi che gli ha raccontato la sua storia, è dedicato Colpo di testa? e alle migliaia di ragazzini come lui, senza futuro e in lotta costante con il presente, che vivono in Congo.

La scrittura è per Paul un fatto ereditario: anche suo nonno (che si chiamava esattamente come lui!) era scrittore. Paul però in realtà avrebbe voluto fare il medico e non seguire le orme del nonno, perché? lo vedeva sempre stressato!

Paul Bakolo Ngoi è autore anche di Che vita sia!, una specie di leggenda ambientata nel suo paese natale contro i pregiudizi e le discriminazioni di cui sono vittima le giovani donne. Paul è anche il rappresentante italiano di un'associazione congolese che aiuta le ragazze-madri e collabora con l'Unicef..

AUTORI: Benettoni Francesca, Nicola Gemma, Serafino Alessia, Tartaglia Valentina.

La fiera dei sogni

Facile occuparsi dei sogni degli altri! Ieri sulla pagina online di Fuorilegge c'era perfino un articolo su quelli dei gatti... ma ai nostri sogni chi ci pensa? Noi ogni mattina entriamo qui coi nostri pensieri e i nostri desideri. E non soltanto noi, anche i visitatori della Fiera portano con sé, al Lingotto, i loro sogni.

Per salutarvi tutti,  lettori di Futura e del sito www.fieralibro.it, abbiamo liberato in questa pagina un po' di questi sogni nostri e  vostri.

Cominciamo da Clara, la più piccina, ha cinque anni e un sogno tattile: vorrebbe  toccare tutto, tutto, tutto quel che vede:  libri, giochi e anche le persone. 

Si sale d'età e di pretese con Irene, che dal cassetto tira fuori un sogno assai comune qui: voglio, voglio davvero, dice, diventare una scrittrice.  Per adesso si allena, ma alla Fiera dei sogni tutto è possibile! Sogni da musicista: Paolo Grappeggia è qui per suonare il contrabbasso in un trasmissione radiofonica. Sogno di fare un buona esecuzione, ci racconta, come sempre. Vorrei riuscire a comunicare qualcosa a chi ascolta. E avere altrettanto in cambio!

Sogno etereo per Cecilia, che vorrebbe volare, vivere sulle nuvole. Da lassù, dice, potrei vedere tutto quello che accade sotto. Però poi si accontenta anche di andare in aereo. E a proposito di lassù, c'è anche fra' Lorenzo che sogna che gli uomini incontrino colui che è fonte di amore: Gesù. Torniamo a terra con Francesca Archinto: fa l'editrice e sogna una Fiera del libro che accolga tanti non lettori all'entrata e saluti tanti nuovi lettori all'uscita. Editrice anche Barbara: lei l'editoria la vorrebbe più libera, coi piccoli editori che diventano grandi. A noi, però, i piccoli piacciono molto. Andrea, della redazione, sogna di seguire finalmente un incontro interessante e divertente, che non lo faccia  addormentare. Poveretto... ieri si è sorbito i sogni dei matematici! Emanuele deve essere un tipo molto pratico: sogna di passare dal 6 al 7 in italiano. La prof, davanti a lui, sogna che Emanuele faccia un tema con meno errori... Ginevra ha un sogno lungo e faticoso: girare, comprare, girare, mangiare, chiacchierare, giocare, assistere a incontri divertenti, girare (uffa!) e mangiare. E finiamo con un sogno in tandem: Yasmin e Agnese sognano di essere più libere e indipendenti. Dai genitori, da nonni, nonne, fratelli grandi e piccoli, tutti insomma. Chi ha 13 anni e non condivide questo sogno metta un dito qui sotto... niente dita!

A.A.A. scrittore da adottare cercasi, anche nullatenente

Adottare uno scrittore??! Pensavamo si adottassero solo i bambini. Alla Fiera abbiamo scoperto che possono essere i ragazzi ad adottare gli adulti - ma  solo se scrittori -  in cambio di qualche dritta sull'arte di scrivere. Adotta uno scrittore, infatti, è l'iniziativa della Fiera che ha coinvolto numerose classi delle Scuole Superiori piemontesi, facendoli incontrare e lavorare con scrittori  veri e propri. L'incontro di oggi metteva di fronte autori e ragazzi in un botta e risposta conclusivo, senza esclusione di colpi.

Ha colpito basso, per esempio, Elena Loewenthal, che dice di non avere avuto feeling con la classe. E la classe, chiediamo noi, avrà avuto feeling con lei?

Di tutt'altro parere tutti gli altri intervenuti. Ci siamo divertiti come matti, dice Alessandra Montrucchio, è stata una fatica non annoiare i ragazzi, però valeva la pena! Anche Enrico Remmert è soddisfatto: voleva far capire (e pensa di esserci riuscito) che lo scrittore non è una persona insoddisfatta e solitaria e non scrive solo libri, ma anche sceneggiature, trame per videogiochi, pubblicità. La pensa allo stesso modo Andrea Canobbio che racconta di aver fatto fare ai ragazzi del Gioberti gli stessi esercizi che si fanno in una scuola di scrittura. Secondo lui si dovrebbe scrivere molto di più a scuola e all'università. Giuseppe Culicchia dice che i ragazzi erano un po' timidi, ma li ha coinvolti con una recita improvvisata e facendosi consigliare libri da loro. C'è un gran bisogno di regalare buona scrittura ai ragazzi, mentre non serve portare nelle scuole personaggi famosi. Noi gli diamo ragione e ci chiediamo: ce lo vedete Cassano a insegnare grammatica e DJ Francesco matematica?

Il feeling lo ha trovato anche Gianni Farinetti che dice: "è stata un'esperienza divertente e piacevole e i ragazzi sono stati affettuosi e collaborativi. Ho cercato di mostrare loro che il mestiere di scrivere è faticoso, ma molto eccitante". Alessandro Defilippi è stato adottato ad Alba. A volte, dice, abbiamo anche cazzeggiato, parlando un po' di tutto e non solo di scrittura. Però, quando non avevo troppa voglia di scrivere, i ragazzi me l'hanno sempre fatta tornare.

Alessandro Perissinotto è contento perché ha chiarito coi ragazzi del liceo Majorana che non tutti i libri che si leggono a scuola debbono essere per forza di persone morte. Da ragazzo studiava da elettricista, ma sognava di scrivere. Ce l'ha fatta e adesso dice ai ragazzi di seguire i propri

interessi e la propria creatività e di non sacrificarli per un lavoro serio e sicuro.

Mario Baudino, anche se era alla sua prima partecipazione, ha condotto l'incontro, cercando di ribadire il concetto che aveva già espresso a scuola: che scrivere può essere molto, ma molto divertente. E male che ti vada, finisci adottato.

AUTORI: Benettoni Francesca, Bianco Martina, Tartaglia Valentina

Ennio Cavalli: parole magiche contro il buio

Tutti abbiamo paura di qualcosa. Paure grandi, piccole, strane e banali. Tutti cerchiamo di sconfiggerle, di dimenticarle, di buttarle in un angolo come fanno i bambini con un vecchio giocattolo. Ci accorgiamo però che è impossibile.

Ennio Cavalli, giornalista radiofonico e scrittore, si è ispirato a  questo argomento per realizzare il suo ultimo libro per bambini. Buonanotte Buio, pubblicato da Lapis. La storia vuole spiegare ai piccoli come dominare i propri timori. La ricetta fornita da Cavalli è semplice, ma efficace: inventare una parola magica! Ovvero... trovare un nome amico da dare a tutto ciò che ci terrorizza. Ecco allora che ciò che incute paura può diventare qualcosa di amichevole. Vale per il buio, ma  anche per tutte le altre paure. Con il nuovo nome le paure possono diventare addomesticabili, tenere, amichevoli, quasi rassicuranti. E possiamo lasciarci alle spalle incubi, fantasmi, mostri e  scheletri, protagonisti delle paure dei bambini.

E quale sarà la parola magica che serve a farci amico il buio? Questo lo scoprirete leggendo ai vostri fratelli più piccoli (7/8 anni) Buonanotte Buio.

Le parole poi, ha aggiunto Cavalli, sono un gioco straordinario e non solo per domare le paure. Si possono dare nuovi nomi alle cose: la porta, per esempio, può diventare 'bocca', perché fa entrare e uscire le cose  e le persone nella pancia della casa. Proibito, invece, cambiare nome alla mamma: un nome così gommoso è già molto affettuoso.

Tornando alle paure: stasera ci provo anch'io! Anche se dovrei aver superato da tanto l'età delle mille paure, qualcuna m'è rimasta (ma non chiedetemi quale!) e forse vale la pena provare.

Titolo del mio prossimo libro: Buonanotte Mare Profondo!

The Dreamers: una generazione di sognatori

Pensavamo di andare al cinema, invece ci siamo trovati nel mezzo di una lezione di storia: protagonisti gli anni sessanta. Il cinema c'era, naturalmente e c'era anche Umberto Mosca, critico cinematografico, che all'Arena Giovani ha provato a raccontare emozioni, gioie, dolori e problematiche dei giovani di quegli anni. Largo spazio alle immagini di film molto famosi: Gioventù bruciata, The Dreamers, Easy Rider e La meglio gioventù, tutti diretti da grandi registi. Con l'aiuto di sequenze tratte da questi film, Mosca ha raccontato lo stile di vita dei giovani ribelli e sognatori di quel decennio. Spesso coinvolti in situazioni famigliari e  sociali drammatiche, quei ragazzi cominciarono a voler combattere la monotonia con musiche innovative come il rock&roll. Anche il cinema fu influenzato dagli ideali delle nuove generazioni e dalla voglia di cambiamento. 

La rivoluzione culturale de gli anni '60 ha totalmente trasformato i valori culturali ed etici della società rispetto agli anni precedenti. E anche se qualcuno di questi ideali si è rivelato troppo utopistico, ancora oggi si possono avvertire le trasformazioni apportate da questo cambiamento.

A guardare questi film e  a sentirne parlare ci siamo chiesti se potrebbe capitare anche  a noi di essere protagonisti di una trasformazione culturale così profonda e importante. Naturalmente  le opinioni sono diverse. Stefano dice che si aspetta di vivere niente di simile, ma Marzia insorge e dice che la voglia di cambiare le cose non manca nemmeno oggi. A lei no di sicuro. Mattia si allea a Stefano, ma la discussione è pacata e tranquilla.

Su una cosa siamo tutti d'accordo, che nel cinema, nei libri e nella vita, lo spazio per il cambiamento e per i sogni non deve mancare mai.

I ragazzi del videoclip: Sottodiciotto in Fiera

Come si possono rappresentare in meno di mezz'ora i problemi degli adolescenti? Una buona soluzione è quella di Sottodiciotto, il festival del cinema fatto dai ragazzi diventato un importante appuntamento torinese, aperto alla partecipazione di classi e ragazzi di tutta Italia. A loro il festival offre la possibilità, armati di storia e videocamera, di esprimere opinioni e raccontare sogni, in forma di brevi spot, videoclip e anche videogames.

Oggi, in Fiera, l'associazione Aiace ha presentato alcuni dei filmati selezionati per Sottodiciotto: riguardavano la guerra, il rispetto della natura e l'incubo della scuola.

Tra i tanti proposti, ci è piaciuto Game Boy, il film realizzato da una classe di Catania che si ambienta nella scuola. La lezione, ovviamente, è monotona, il protagonista è annoiato ma per fortuna arriva il Genio del Videogame che esaudisce il suo desiderio: lo scambio di ruoli tra lui e l'insegnante. Ma se il prof diventato studente si rende conto di quanto può rompere un insegnante troppo severo, anche il ragazzo non è felice nel nuovo ruolo: che fatica provare ad insegnare in una classe in cui nessuno ascolta!

Questi filmati mettono in evidenza i rapporti spesso contrastati tra gli adolescenti e gli adulti e non vogliono fornire soluzioni, ma solo mettere in risalto questi problemi e dare sfogo alla creatività, alla fantasia e alla voglia di comunicare.

Tutto questo ci piace. Semmai, se possiamo suggerire, eviteremmo la proiezione ininterrotta di filmati per quasi un'ora. Magari qualche presentazione e spiegazione in più tra un video e l'altro ci avrebbe coinvolti maggiormente.

Bravi ragazzi! I film erano belli, ottima la produzione e le riprese. Adesso impariamo anche noi.

Arrivederci, ragazzi

Un. Due... TRE! Come gli anni di Fuorilegge qui alla Fiera del Libro di Torino. Tre come il numero perfetto che, siccome è perfetto, poi non si può più fare, dire, scrivere niente? Noooo, niente da fare. Le penne di Fuorilegge non rimangono mai a secco, vogliono continuare a parlare, a raccontare, a tradurre in parole tutto quello che si annusa nell'aria a proposito di libri, di autori, di novità, di carta stampata. E se quest'anno le parole volano on line, la carta, quella di cui sono fatti i libri, quella su cui si leggono le storie, si vedono i personaggi, si disegnano le trame, continua a essere uno dei passatempi preferiti dei ragazzi che ogni anno vestono la maglietta Fuorilegge. Tutti uguali per la scritta che portano sul petto, uguali per il pass che li rende orgogliosi, uguali per la luce che hanno negli occhi e per la passione che li ha portati qui, insieme alle loro insegnanti. Ma così diversi nei colori che sanno mettere nelle parole, nell'ironia e nelle timidezze, nella paura e nel coraggio che gli fa trovare il coraggio di avvicinare i nomi che vedono sulle copertine o gli autori che non hanno mai sentito e che scoprono qui. Lo spaesamento è presto superato e sanno rapidamente diventare un po' più grandi e un po' più seri anche mentre ridono e si spintonano. Presto imparano anche a raccontare e a trovare le parole per farci vedere la Fiera, quella giovane. Poi, mentre li vedi crescere, già li devi salutare, li guardi tornare nelle loro scuole. Magari chissà ci si rivede il prossimo anno.

Antonella Abbatiello: ninna nanna a colori

Ninna nanna del lettino dormi almeno un pochettino. Due occhi limpidi, una simpatica voce dal leggero accento romano, che parla ai bambini in modo disinvolto: è Antonella Abbatiello, illustratrice e scrittrice di albi illustrati per l'infanzia. Oggi, mentre si preparava ad incontrare due classi di prima elementare, abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con lei in anteprima. Ninna nanna della fata tonda come una patata.

Difficile da credere, ma assolutamente vero! ha già pubblicato sessanta libri, molti dei quali sono stati tradotti. Ci sono libri di Antonella in tredici lingue diverse.

Il suo ultimo libro, quello che presenta oggi, è Ninna nanna, ninna mamma, pubblicato da Fatatrac. Sembra una ninna nanna e invece è quasi la storia di lei e di suo figlio Guido che proprio non voleva saperne di dormire. Ninna nanna della foglia di dormire non ho voglia. Così la mamma ha cominciato a mettere nero su bianco le ninne nanne cantate per anni e si è scoperta scrittrice, oltre che illustratrice. Disegnare le piace molto, ma la cosa che preferisce è fare libri completi di parole e figure. I suoi figli adesso sono grandi: Elena ha 14 anni, mentre il fratello ne ha 11, ma quando erano piccoli hanno fatto spesso da ispiratori per le sue storie. Ninna nanna del castello dorme il topo e suo fratello.

Dobbiamo interromperci, perché arrivano i bambini. Ascoltano incantati la ninna nanna. Lei mostra le illustrazioni e loro guardano rapiti. Dopo la lettura arrivano i fogli, uno per bambino: adesso tocca a loro disegnare per Antonella. Lei osserva, regala elogi a  tutti. Chi con il rosso, chi con il verde, tutti disegnano, tutti colorano e i fogli prendono vita. Ninna nanna dei colori sogna un sogno con i fiori.

Proviamo a chiedere cosa ne pensano a Gloria e Veronica, due delle bambine che partecipano al laboratorio. Sono entusiaste, amano disegnare e  si sentono felici.

Adesso Antonella appende i disegni. Ogni bambino riconosce i suoi e commenta festoso con gli amici. Ninna nanna di Antonella questa Fiera è proprio bella!

Una delle ninne nanne l'abbiamo scritta noi: indovinate quale?

AUTORI: Benettoni Francesca, Nicola Gemma, Serafino Alessia, Tartaglia Valentina